Il progetto
Nasce da un gruppo di insegnanti che aderiscono al CIDI, appassionati di didattica della geostoria, guidati dalla professoressa Annalisa Marchi, docente di scuola secondaria di primo grado, formatrice e ricercatrice storica, soprattutto con un’esperienza di decenni nel campo della didattica della storia (applicazioni di micro e macrostoria in ambito curricolare).
L’intento è quello di coinvolgere insegnanti della scuola dell’obbligo nella ricerca-azione di percorsi curricolari che fanno riferimento alla pedagogia costruttivista, la quale pone lo studente al centro del processo di apprendimento attraverso l’esperienza diretta, la collaborazione, l’interazione tra pari e la riflessione sui propri processi di apprendimento.
Il nostro è un volontariato di docenti in pensione e di insegnanti in servizio attivo all’interno di scuole diverse, disseminate sul territorio toscano: da alcuni anni si è formata spontaneamente una vera e propria rete, proprio lavorando sul curricolo di geostoria. Ci sono volontari storici che non spariscono e hanno la speranza di lasciare il testimone a insegnanti più giovani, stimolati e supportati in continuità a cimentarsi e a scoprire i benefici risultati di questo metodo. Esso si rispecchia nella didattica quotidiana, a volte nell’entusiasmo e nei risultati (anche larghi, in senso inclusivo) che intravedono negli alunni.
Il curricolo di geostoria che sperimentiamo, anno dopo anno aiuta a costruire conoscenze profonde, che sono alla base delle competenze, prima di tutto negli insegnanti e parallelamente negli alunni. Agli insegnanti si propongono contributi scientifici disciplinari (ad esempio riguardanti l’archeologia sperimentale nella storia antica o le scoperte dell’archeologia medievale nella lettura del territorio) e riflessioni pedagogiche di particolare significato.
Per la crescita personale e sociale degli alunni ecco il curricolo verticale di geostoria, dalla scuola Primaria alla Secondaria di primo grado, con una proiezione attualmente in gran parte riferita alle esperienze condotte nell’arco della scuola di base (primaria e secondaria di primo grado, negli Istituti Comprensivi) e con un richiamo specifico al respiro dell’autonomia scolastica (1998/1999) che ha espresso l’idea del curricolo territoriale e dato nuova linfa a precedenti esperienze in ambito CIDI.
In estrema sintesi il curricolo di geostoria che sperimentiamo apre a una didattica basata su:
- scelte strategiche degli argomenti di studio nei contenuti essenziali, al di là e al di fuori di una logica trasmissiva di “enciclopedismo nozionistico”;
- didattica laboratoriale che pone al centro il protagonismo attivo degli studenti e li guida su percorsi di osservazioni in riferimento ad esperienze dirette;
- uso di fonti storiche primarie (orale, iconografica, materiale, archivistica), rese accessibili al livello di età dei ragazzi;
- contestualizzazione spazio temporale e concettualizzazione: comparazione tra contesti e società diversi, per evidenziare continuità, differenze e trasformazioni nei processi che riguardano il territorio;
- ragionamento logico e pensiero critico, che parte dall’intuizione fra passato e presente.
Le origini del curricolo di geostoria
La storia della geostoria comincia in val di Bisenzio con il Laboratorio Didattico dell’Immagine Ritrovata nel 1985, coordinato dalla prof. Annalisa Marchi nelle scuole di Vaiano, Vernio e Cantagallo e a Prato nella scuola elementare di Paperino; tutto questo ben prima della nascita degli istituti comprensivi e della normativa riguardante il curricolo verticale (Indicazioni Nazionali contenute nel DM 254 del 2012).
Già a partire dal 1985, in val di Bisenzio, è nato un lavoro che ha interessato insegnanti dell’infanzia, della scuola elementare e della scuola media con l’obiettivo di scrivere e sperimentare un “curricolo” ante litteram riguardante la storia del territorio, da sviluppare in parallelo con il programma nazionale. Si trattava di scegliere argomenti e metodi e definire un’articolazione operativa con uscite, visite guidate a musei, interviste in classe, mettendo al centro della scoperta gli alunni stessi e, perfino, coinvolgendo i genitori in uscite domenicali, alla scoperta di micro e macrostoria a confronto.
Nel frattempo, presso la scuola media di Vaiano, ha avuto inizio un Laboratorio Storico Ambientale all’interno della struttura del tempo prolungato, che ha dato origine a una larga partecipazione nel campo della ricerca storico-territoriale e a un’ampia produzione di materiali didattici, tuttora validi. Da questo lavoro è nata l’esperienza dell’Immagine Ritrovata e, in seguito, il Centro di Documentazione Storico Etnografico della Val di Bisenzio (CDSE), inserito fra i CRED della Regione Toscana. Da qui è nata nel 2011-2012 la Fondazione CDSE, di interesse regionale, che coinvolge i Comuni di Vaiano, Vernio, Cantagallo e Montemurlo.
Nel 2007/2008 inizia un laboratorio di micro-macrostoria con un gruppo di docenti della Scuola Primaria Don Milani di Prato, guidato dalla prof. Annalisa Marchi, formatrice CIDI (Centro d’Iniziativa Democratica degli Insegnanti) dagli anni Novanta. Nel 2016 l’esperienza della scuola Don Milani sfocia nel progetto “Radici e Ali” dell’I.C. Nord. Questo progetto aveva come obiettivi la formazione degli insegnanti e l’innovazione della didattica della storia, attraverso una metodologia attiva che pone i bambini al centro del processo di apprendimento, coinvolgendoli nella scoperta e nella conoscenza del proprio territorio come ambiente geografico, patrimonio storico culturale ed elemento fondamentale per la costruzione di una cittadinanza attiva. Gli insegnanti coinvolti, coordinati dalla prof.ssa Annalisa Marchi, hanno iniziato a documentare il lavoro svolto per lasciare tracce utili ad altri docenti.
Nei dieci anni successivi si lavora per classi parallele e gradualmente si forma un gruppo di docenti appassionati che si dedicano alla sperimentazione del curricolo verticale di geostoria, in gran parte aderenti al CIDI di Prato. Le documentazioni dei percorsi curricolari vengono presentate nel seminario annuale del CIDI Prato e anche nel seminario del CIDI Firenze, al quale partecipano insegnanti di diversa provenienza.
Nel periodo del COVID il seminario viene organizzato online e al gruppo di geostoria partecipano molti docenti di diverse aree geografiche. Misurandosi con altre realtà, si capisce che è auspicabile e possibile dedicarsi alla definizione di un curricolo verticale di geostoria, valorizzando la ricerca territoriale e strutturando i percorsi, le strategie didattiche e la documentazione. Da quel momento gli incontri di formazione si fanno online: tre-quattro collegamenti a classi parallele e la possibilità di consultazioni per rispondere ai bisogni specifici delle classi. Gli incontri sono guidati dalla prof.ssa Marchi e coordinati dalle insegnanti Barbara Barontini e Cristina Bigagli.
Nel corso degli anni si aggiungono insegnanti di altri territori e si aprono collaborazioni ufficiali, come quella con il CIDI Costa degli Etruschi, attraverso un corso per divulgare anche in quella zona litoranea l’idea e la struttura del curricolo verticale di geostoria. Dall’anno scolastico 2024-25 la formazione e i seminari di geostoria vengono promossi dal CIDI Prato. Quando nei Laboratori dei Saperi Scientifici della Regione Toscana si apre la strada alla sperimentazione di geostoria la prof. Marchi entra a far parte del relativo CTS, diventa allora fondamentale costruire e affinare il lavoro del gruppo, aprendosi anche a nuove significative collaborazioni con alcune insegnanti che hanno dato negli anni un apporto decisivo e continuativo, grazie al lavoro in classe e alle conseguenti documentazioni prodotte.